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Sala Opera
pia Carpentieri
Via F. Mormina Penna, Scicli
presso la "Mostra permanente del costume e
della cultura materiale negli Iblei"
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“È ben da avvertir in
tutti i sopradetti cibi, che molto importa la consuetudine e di più
la dilettatione che ne habbia la natura nel mangiare di quelli.
Perciocché avendosi gran desio e gusto nel mangiarli lo stomacho gli
abbraccia e digerisce meglio e converte in buon nutrimento …”
(F. Ingrassia,
Informatione del pestifero et contagioso morbo, Palermo, 1576) |
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Tre appuntamenti su alcuni
temi del gusto in cucina, più uno finale di etnomusica, pensati per
iniziare a costruire un sapere gastronomico del nostro territorio.
Con la guida di esperti e cuochi, che metteranno a disposizione le
loro conoscenze, saranno esplorati alcuni degli aspetti più
stuzzicanti della nostra cultura gastronomica, dalle esotiche
spezie, al pomodoro, provocatoriamente ripensato come un frutto (ma
forse non è solo una provocazione!), fino agli aromi delle nostre
colline, il tutto proposto in una formula che prevede, per il
pubblico, l’impegno dei cinque sensi, oltre che dell’intelletto.
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Sabato
18 novembre - ore
18.00
Roberta Corradin e Franco Ruta presentano
“Spezie, storia di una tentazione” di Jack Turner.
“Le spezie rappresentavano un bisogno
primario, per soddisfare il quale chi poteva era disposto a spendere
qualunque cifra. Lasciamo pure stare il fatto che sotto l’etichetta
di spezie si intendeva una straordinaria varietà di merci esotiche,
dallo zucchero alle arance, come pure l’incenso usato dalla Chiesa;
lasciamo stare, se si vuole, anche il fatto che non c’era
distinzione netta fra l’uso culinario delle spezie e quello medico,
per cui lo speziale non era solo un droghiere ma un farmacista, e le
ricette dei medici assomigliavano molto a quelle dei cuochi.
Limitiamoci pure all’uso delle spezie in cucina, che è il più
conosciuto. Già soltanto in questo senso le spezie erano un bisogno
primario …” (dalla presentazione di Alessandro Barbero). Un
libro affascinante che ripercorre il ruolo delle spezie nella storia
della cucina, dall’antichità ad oggi, presentato da Roberta Corradin,
giornalista e traduttrice del testo, e Franco Ruta, Antica Dolceria
Bonajuto. |
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Giovedì
23 novembre
- ore 18.00
“Pomodoro: frutto si, frutto no”,
analisi sensoriale condotta da Giuseppe Cicero, responsabile dell’UOS
81 di Modica, con la partecipazione di Diego Belluardo del
Ristorante Millennium.
“Ripensare il pomodoro non solo come
prodotto dell’orto, ma come vero e proprio frutto. Rimasto ai
margini della tavola per ben tre secoli dopo la sua introduzione
dalle Americhe, sospettato di tossicità come le altre piante della
stessa famiglia, il pomodoro o pomo d’amore, come un tempo venne
indicato, ebbe inizialmente solo un impiego ornamentale: “ma al mio
gusto è più presto bello che buono”, come scrisse Costanzo Felici,
medico e naturalista marchigiano del XVI secolo. La sua sorte mutò a
partire dal XIX secolo quando, definitivamente introdotto in cucina,
operò quella che, oggi, potremmo definire una vera e propria
rivoluzione nel campo del gusto moderno.”
Ad una breve descrizione del prodotto, seguirà
la degustazione del pomodoro, come alimento puro e nei vari impieghi
in cucina: un percorso sensoriale indispensabile per chi vuole
adottare dei validi criteri nella scelta di un prodotto di qualità.
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Giovedì
30 novembre
- ore
18.00
“Aromi”, con Enrico Russino e lo
chef Carmelo Chiaramonte.
“Il rosmarino coronario s’usa più per
condimenti che per alimento e del suo fiore se ne fa conserva, qual
giova alli affetti del cerebro e stomaco freddo e conforta il cuore
e aiuta la digestione; di qual fiore se ne fa il mel anthosato, qual
giova grandemente a … gl’umori freddi. Utilizzano ancor né
condimenti le foglie di lauro, thimo, santoreggia e hanno l’istesse
qualità di scaldar e assottigliar il sangue” (U. Benzi,
Annotazioni).
Stimoli olfattivi e gustativi provenienti
dalle essenze che, segretamente racchiuse tra le fibre vegetali
delle diverse piante aromatiche, arrivano a tavola dopo una breve e,
talvolta, elaborata trasformazione in cucina; con la guida di Enrico
Russino, moderno aromatario delle colline iblee, e di Carmelo
Chiaramonte, cuoco e gastronomo dalle continue sorprese. |
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Giovedì
14 dicembre
- ore
18.00
“M’incantu d’amuri. Canti e poesie
d’amore del territorio ibleo”, con Carmelo Errera, Anna
Trovato e Mimì Trovato e la partecipazione di Bruno Cartia e
Salvatore Cilio. Poesie recitate da Giovanna Drago e Giovanni
Blundetto.
“Canti e poesie d’amore rappresentano la
testimonianza più manifesta della sensibilità che un popolo possiede
e che ha espresso nel corso del tempo. M’incantu d’amuri è il
tentativo di raccogliere in una serata, breve come un sospiro,
quanto di più tenero e struggente allo stesso tempo sia stato
“cantato” dalla gente iblea”. Con esperienze diverse alle
spalle, Carmelo Errera, Anna Trovato e Mimì Trovato ripropongono
questo repertorio popolare, accompagnati da Bruno Cartia e Salvatore
Cilio, di nuovo insieme come nel CD “Canti popolari raccolti a
Scicli”, già pubblicato dall’associazione “L’Isola”. Giovanna Drago
e Giovanni Blundetto leggeranno brani tratti da raccolte di canti e
poesie dialettali. |
Testi e immagini © Ass. Cult. "L'Isola" Onlus - tutti i diritti
riservati.
Per informazioni:
Ufficio Cultura del Comune di Scicli
Soc. Cooperaticva "L'Isola",
tel. 334 39 87 804
info@associazioneisola.it
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