Sono immagini scattate in un tardo pomeriggio di agosto del 2010 nella Tonnara di Vendicari, nel Siracusano. La luce, ormai al tramonto, rendeva gli spazi fra le colonne quasi astratti. De Chirico affermava che la visione ordinaria delle cose, con l’abituale collana dei ricordi, rende l’insieme degli oggetti già preordinato ai nostri occhi in una interconnessione di routine. Se per un attimo, tuttavia, senza alcun atto volitivo, si spezza il filo che lega le perle della collana la realtà  appare sotto un angolo emotivo totalmente diverso, dolcezza, paura, stupore, consolazione…una profondità abitata. Ho cercato di spezzare il filo di quella collana ed ecco, allora, mi è apparsa una visione metafisica della scena, carica di forte energia, emozione, mistero, smarrimento e straniamento e bellezza. Una “profondità abitata”

Note aggiuntive: E’ nato e vive a Brescia, lavora a Verona. Ha cominciato a fotografare verso il 1980 Dopo circa un anno e quasi 3000 diapositive, insoddisfatto dei limiti del colore, è passato definitivamente al Bianco e nero che non ha più abbandonato, sviluppando e stampando di persona e fabbricando in proprio i chimici necessari secondo formule adattate alle immagini desiderate. Agli inizi del 2000, abbandonato il chimico e acquistato uno scanner, ha iniziato l’avventura digitale, prima scandendo i negativi, ormai soprattutto a colore, convertiti in bianco e nero in postproduzione con un noto programma di fotoritocco, in seguito, acquistata una reflex digitale, è entrato a vele spiegate nel nuovo sistema. Nell’utilizzo del software cerca di applicare rigorosamente le tecniche di Camera Oscura, zone, contrasto selettivo, controllo della esposizione, doppia esposizione e quant’altro delle vecchie procedure possa essere trasferito nel digitale. Particolare soddisfazione ha trovato nell’uso di grandi plotter (Epson 4000 e 7600,) adattati per la stampa in Bianco e Nero con inchiostri al Carbone dei Produttori Americani PiezoGraphy e MIS e gli inchiostri italiani PhotoActivity. I primi possono essere utilizzati solo su carta Matte, gli altri anche su carta Lucida o Semilucida. Recentemente e con pari risultati, è passato al Canon IPF6100 con inchiostri originali. Le stampe di questa mostra sono state realizzate dall’Autore, così come  le curve e i profili ICC, ottimizzati sull’asse del grigio, con software Argyll e l’uso dello Spettrofotometro Gretag Eye-One. Ha esposto in diverse mostre sia personali che collettive e per due anni ha tenuto il corso di stampa di base in BW presso il Museo Ken Damy di Brescia, è membro della Associazione “Il BiancoeNero” con sede in Brescia Via Battaglie n.16 http://www.ilbiancoenero.it/

 

 
 

 

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